La rete…  è una frequenza!

Questa pagina vuole essere una finestra dalla quale affacciarti su una rete un po’ speciale… perché è fatta di persone: in primo piano non c’è quello che fai ma quello che sei.

Nessuna scuola, nessuna ideologia, nessuna associazione e nessun rischio di cadere nella trappola insita in qualsivoglia struttura che, nel giro di un nanosecondo, diventa piramidale: qualcuno guida, qualcuno delega, nessuno alla pari.

Non abbiamo niente da vendere e nessuno da convincere.
Ci sentiamo interconnessi da una frequenza difficile da tradurre in parole, ma riconoscibile, perchè senti che è la tua.

E’ una frequenza di rinascita al flusso della vita, di presenza e determinazione, di scelta e di concretizzazione.

La rete c’è perché tu ci sei con te stesso.

E’ una risonanza incontenibile, non allineabile, impossibile da manipolare. In questa frequenza c’è una ricchezza immensa perchè è un ripetitore dell’emanazione di ogni essere che ha scelto di esserci con se stesso, e ogni se stesso è un mondo infinito, aperto a uno scambio continuo anche senza parole, anche senza contatto. E’ lui stesso un portale che emana nella sua realtà un flusso continuo e sinergico che riconnette a questa rete. E’ perciò una rete eterica… ma mai stata così concreta e chiara, perchè sono le persone stesse che fanno parte di questa rete ad essere concrete, cioè presenti alla loro essenza.

Quanto scritto, a molti risulterà incomprensibile… ma non è un problema, siamo su frequenze diverse e ognuno è legittimato a scegliere la sua.

So anche che in tanti sentiranno di cosa sto parlando e non avranno bisogno di spiegazioni. Possiamo metterci in contatto come anche no: la cosa davvero importante e trasformativa è che sappiamo che ci siamo!

Questo è quanto basta, il resto nascerà spontaneo e naturale.

Appena pronti, volti link e contatti, daranno forza a questa pagina.

Primo incontro della RETE!

Il 27 di giugno è stato un giorno un po’ speciale, dove abbiamo dato il via a un’esperienza, personale e collettiva, con un incontro alla Costa degli Aromi.

Chi c’era, compresa me, era lì con un intento ben preciso… ma voglio spiegarmi usando i termini corretti.

Ho utilizzato la parola “intento” solo per farmi comprendere dalle menti di chi sta leggendo questa pagina. In realtà, per esprimere al meglio quanto voglio trasmettere, sarebbero più adatti altri termini quali “vibrazione , frequenza, visione”. >In poche parole chi ha sentito di volerci essere in presenza di se stesso, spinto dalla voglia di concretizzare (progetti, un nuovo modo di stare nella vita, mosso da energia di cuore e dal piacere di condividere.

L’incontro si è svolto da me, altri accadranno anche in altri luoghi, ma essendo qui, ho scelto io che forma dare alla giornata, che ora vi spiego.

Abbiamo condiviso seduti in cerchio come gli antichi indiani d’america, passandoci il bastone della parola, per ascoltare in silenzio quanto l’altro aveva da dire

E’ stato bellissimo parlare ed ascoltare con sacralità quanto l’altro aveva da condividere… nessuno alla guida, nessuno a seguito. Non è automatico, ma si può fare.

Non tutti erano in sintonia con la proposta, in particolare un gruppo, invitato da me e mi scuso per la svista, che ha appesantito il lavoro della giornata, guidato da un’intenzione diversa, un’intenzione personale.

Ho sbagliato ad invitarli ma mi sono abituata a cercare cosa di buono può portare qualsiasi esperienza e ho visto come la loro presenza sia servita a rendere subito evidente a tutti la differente posizione: in quel cerchio mosso dall’energia del cuore, qualsiasi energia diversa che fosse guidata da un’intenzione personale strideva dichiarando la sua qualità manipolatoria. Chi parlava da quella posizione, rendeva evidente che fosse “fuori dal cerchio”.

…L’energia del cuore è più forte, perché condivisa, fluisce in modo circolare da cuore a cuore, tra persone alla pari, unite da un rispetto reciproco.

In 60 abbiamo condiviso la giornata, in molti abbiamo condiviso la notte attorno al fuoco, lanterne cinesi hanno preso il volo accese da più mani, e la mattina dopo, al fiume, con il semplice piacere di essere lì insieme e punto.

Non è facile trattenersi dallo scivolare nei vecchi schemi, evitando di dire “grazie” , parola a doppio taglio, che facilmente sottintende uno che dà e l’altro che prende.
Vorrei coniare dei nuovi termini, un nuovo vocabolario che altri popoli conoscono essendo più in contatto con l’energia del cuore, del rispetto e della condivisione, tipo Namastè (il sacro che c’è in me incontra il sacro che c’è in te)… arriverà, forse, col tempo (oppure il saluto Azul che in berbero significa avvicinati al mio cuore).

Ci siamo infine salutati sentendo che la rete c’è per il solo fatto di respirare in presenza a se stessi, e descrivo la qualità condivisa con le parole di Cinzia, perfette per esprimerla: “Una rete di persone che col cuore oltre che con la mente, mette a disposizione i suoi talenti per creare, appunto, una maglia luminosa di conoscenza e azioni…. La nostra libertà è un dono preziosissimo. In ogni momento posso decidere se la sintonia creata mi è consona o me ne devo allontanare: Solo così posso sapere di essere sempre presente per volontà, non per obbligo o impegno preso a priori, e dare il meglio di me: Abbiamo la libertà e la bellezza di essere sempre veri e presenti a noi stessi, senza aspettative”.

Aspettando di coniare un termine che possa sostituire la parola “Grazie”, chiudo l’articolo con Namastè e lascio spazio alle immagini di quei momenti magici.