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ott

corsi percorsi

Li definisco Corsi Percorsi perché l’incontro non è puramente didattico: il tema viene sviscerato attraverso un argomento personale. Per esempio, le qualità della Percezione vengono osservate e verificate su un “lamento personale” che la persona porta all’incontro. In questo modo didattica e sperimentazione si mescolano tra loro, permettendo alla persona di integrare, “in forma di gioco”, le informazioni ricevute.

Come mai ho scelto questa formula?

Ritengo che in questo modo, sia più facile e divertente trasformare gli apprendimenti in Competenze: il fine ultimo degli incontri è che la persona torni al suo quotidiano con delle competenze acquisite e da lei stessa, riproducibili. E che possa sperimentare come un cambiamento non sia necessariamente frutto di un lungo e doloroso lavoro, ma che si possa cambiare in modo leggero e attraverso il gioco.

Per quale motivo tre giorni?

So che un appuntamento di due giorni è commercialmente più appetibile: la persona non perde giornate di lavoro. Ma in coscienza, due giorni sono davvero troppo pochi. La materia è complessa e in gioco c’è la qualità della nostra vita. Tre giorni sono il minimo indispensabile per passare informazioni, sperimentarle e trasformarle in competenze.

Ogni corso è una PERLA.

Ogni incontro è in sé auto-concluso. Ti do una suggestione: immagina i corsi come le perle di una collana, rotonde e in sé complete. Ognuno è libero di cogliere, di volta in volta, la perla che gli serve in quel momento, seguendo il ritmo del suo passo. Preferisco questa formula circolare ad un percorso lineare, perché offrire libertà all’altro, fa sentire libera anche me.

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