Le COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE:

uno strumento apparentemente magico.

dagli studi di Bert Hellinger

Le Costellazioni familiari sono un’arte, uno strumento, una magia. Allarmano chiunque ne senta parlare e affascinano chi le sperimenta.

E’ inevitabile che l’incontro di Costellazioni venga percepito dai partecipanti come un’esperienza straordinaria, dato che il lavoro consiste proprio nel lasciar emergere delle energie sottili che non siamo abituati ad osservare: in effetti, nella nostra quotidianità, è difficile soffermarci a contemplare un atomo o sintonizzarci su quelle frequenze che ci interconnettono agli altri. E per altri, intendo anche chi ci ha preceduto e ora non c’è più, anche chi è mancato prima ancora che noi fossimo concepiti, o addirittura qualcuno di cui non sospettiamo nemmeno l’esistenza…

Queste energie creano un Campo, nel quale fili sottili ed umori entrano in risonanza tra loro. L’occhio non li coglie, ma diventano evidenti a livello Fenomenologico, cioè attraverso ciò che accade nella vita di una persona e ciò che di diverso accade quando, attraverso un lavoro di Costellazioni, viene riportato equilibrio là dove prima non c’era.

Le Costellazioni Familiari rendono evidenti le sottili dinamiche nascoste, allo scopo di riportare forza, pace, inclusione ed equilibrio all’intero sistema famigliare della persona.

La premessa al lavoro per me è proprio questa: nessuna magia!

C’è un virus letale in giro per il mondo che, da parecchi anni, miete vittime tra la maggior parte della popolazione mondiale e si chiama Delega. Non scatenatevi all’istante in ricerche su internet… Delega nel senso di delegare. L’essere umano ne subisce un fascino particolare e delega in automatico come può e a chi può, anche nei percorsi di crescita o di ricerca di benessere. Pensare di aver incrociato uno strumento magico è un invito a nozze, spesso l’unico veramente per sempre!

Perciò per me è una premessa fondamentale non considerare alcun strumento come dotato di forza propria, poiché spinge a fare un passo indietro di fronte alle proprie respons/abilità, diventa un passo indietro rispetto alla propria vita… fino a girarle definitivamente le spalle. Le Costellazioni familiari sono esattamente l’opposto: una possibilità per ricondursi in presenza, ed entrare in modo pieno e vitale nella propria vita.

I principi

Bert Hellinger porta alla luce, nel tempo, intuizioni di come la vita di una persona possa essere influenzata da un campo definito morfogenetico: uno spazio difficile da esprimere a parole ma sperimentabile. E’ uno spazio di connessione con chi ci ha preceduto -famiglia- e con lo Spirito.

Si basa su un concetto semplice e disarmante che spiega come sia illusoria la sensazione di essere soli. Ogni singolo individuo è, a tutti gli effetti, parte e in continua risonanza con un sistema più grande: la sua famiglia d’origine. Le sue radici si diramano dall’origine del tempo fino ad oggi ed oltre, scorrono come un fiume, da cima a valle, sostenendo sospingendo e attraversando ogni singolo essere che appartiene a quel sistema famigliare per il semplice fatto che è nato da lui.

Per chi ha vissuto un’infanzia difficile, subito ingiustizie o esperienze molto dolorose, può risultare difficile comprendere come trarre forza dalle sue radici famigliari.

Per sentire questa forza al di là di come sia andata nella propria esperienza, ed entrare in quel flusso vitale necessario per vivere al meglio la propria vita, è necessario fare un salto di livello. Occorre comprendere i principi osservati da Bert Hellinger e che definisce LEGGI DELL’AMORE.

Il principio di base è che l’acqua scorre da cima a valle, e che bere è necessario alla vita.

Ora uso una metafora.

Immagina di avere sete e di avvicinarti a una fontanella per dissetarti. L’acqua sgorga da una sorgente pura, perciò è cristallina e fresca. Quando sei vicino resti un po’ perplesso perché il rubinetto da dove sgorga l’acqua ha due volti, uno bellissimo, praticamente un angelo. L’altro terrificante, essenzialmente un mostro. Ora, se mi voglio dissetare, ho bisogno di osservare due cose semplici:

1. Che l’acqua sgorga equamente con forza e della stessa qualità da entrambe le feritoie, indipendentemente da che volto –personalità- li vesta.

2. Che per riempire la coppa e bere, ho bisogno di posizionarmi al di sotto dell’acqua che sgorga. Se mi alzo al di sopra di loro – più grande di loro- resto a secco e la mia vita sfiorisce come una piantina senza radici.

Questo porta molte implicazioni che, presumo, possiate dedurre dall’esperienza diretta della vostra vita senza bisogno di specificare altro.

Ci sono altre Leggi degne di essere osservate, di cui in questo articolo ne accenno solo brevemente il tenore emotivo:

3. Nell’ordine familiare nessuno può essere escluso. Anche se la necessità fosse quella di contenere un dolore troppo grande – come nel caso della perdita di un figlio – cercare di dimenticarlo come non fosse mai esistito, porta scompenso. Il diritto di appartenenza è prioritario e necessario per l’equilibrio del sistema familiare.

4. Il destino di un genitore – qualcuno di più grande di me- non può essere né giudicato né preso in carico da un figlio, perché non gli appartiene e non potrebbe sostenerlo. Osservare che c’è chi è più grande di me, permette di lasciar andare pesi e irretimenti, per entrare con tutta la forza originaria nella propria vita.

5. Chi è venuto prima di me, ha diritto di precedenza, che si tratti di un genitore o di un partner precedente. In una relazione tra due individui è necessario che ci sia equilibrio e compensazione.

La Costellazione in pratica:

1. Si forma un cerchio, al centro del quale si svolgerà il lavoro. A turno, tutti avranno modo di esprimere e di lavorare sul proprio tema personale.

2. Guidato dal conduttore, la persona individua il fulcro del problema e sceglie nel gruppo chi rappresenterà i personaggi che verranno messi in scena per la Costellazione.

3. Attraverso la messa in scena, si crea uno spazio nel quale i legami e le dinamiche di una famiglia possono emergere, essere viste e stimolate verso una soluzione. Ciò a cui assistiamo è il movimento dell’anima che cerca di riprendere un flusso naturale e armonico, portando in questo modo giovamento alla persona e al suo sistema familiare.

4. Chi viene scelto come rappresentante, è libero ogni volta di accogliere o meno la richiesta di lavorare per quel tema in quel ruolo specifico: nessuna forzatura. Normalmente qualsiasi esperienza arricchisce, e spesso accade che lavorando come rappresentante per un’altra persona, lavora comunque anche sulla sua storia personale. Spesso accade perché, non essendo direttamente coinvolto, lavora più libero, in assenza di giudizio, potendo rimanere in ascolto di ciò che prova e dei movimenti che accadono: può rimanere con quello che c’è e questo basta per portare trasformazione.

5. Chi guida il gruppo: il mio lavoro è quello di espormi a quanto accade, all’energia del campo, insieme al gruppo. Non guido ma ascolto, creo spazio ed assecondo il movimento che emerge, lasciando che sia il campo, e non io, a ritrovare il suo naturale equilibrio.

Dal venerdì alla domenica

Per quale motivo il lavoro non si svolge in un’unica giornata? Semplice: perché questo è il mio modo di lavorare che trovo corretto, arricchente, contenitivo, solto con rispetto e sostegno. Nei tre giorni la persona può fare un’esperienza piena, rotonda, con più onde emotive e ha un tempo di decongestione dove io ci sono. E’ un lavoro delicato che può muovere livelli profondi, motivo per cui resto a disposizione di ogni singolo partecipante anche per le tre settimane successive. Questa modalità permette di ridere e piangere insieme, di sentirsi turbati e ritrovare pace, di avere dei punti di domanda e di scioglierli. Permette uno spazio protetto dove la persona può vedersi, stupirsi e infine accogliersi, con amore.

Obiettivo

Gli incontri sono finalizzati ad aiutare la persona a sciogliere problematiche personali, a viver un’esperienza condivisa che si arricchisce proprio grazie all’unicità propria e degli altri partecipanti. Il fine ultimo è quello di aiutare la persona a riconoscere e ritrovare in modo autonomo la connessione con le proprie radici per attingere alla sua forza vitale, a fidarsi di qualcosa di più grande che è parte di lui, e rientrare in modo pieno nella vita.

per info e iscrizioni

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