18
ott

una storia con le ali

tu lo sai di avere le ali?

C’era una volta il passerotto Talento, piccolo, ma così piccolo, che nel nido quasi non si vedeva. Talento di sicuro non vedeva se stesso, perché la paura rende ciechi.

Era arruffato e spaventato perché da giorni era solo in quel grande nido: nessuno che lo scaldasse, che lo nutrisse, che lo accompagnasse a prendere il volo nella sua vita.

Un giorno Libero, un vecchio scoiattolo a caccia di cibo, si arrampica fino al nido e giunto lì si sporge curioso per osservarne il contenuto.

Talento balza all’indietro terrorizzato e cade dal nido.

 Libero lo raggiunge ridendo e gli chiede: “Ti sei fatto male? Sono solo uno scoiattolo!… ma perché non hai aperto le ali per volare via?”

“… ALI ??? … VOLARE ??? … Cosa vuol dire ???
“Vuol dire che… ma insomma! Sei tu l’uccello, mica io… Io sono solo uno scoiattolo!”

“Invece io… veramente non so chi sono, né cosa devo fare, so solo che sono triste e che sto morendo”
“Bè, allora perché non scegli di sapere chi sei, cosa vuoi fare, di essere felice e di vivere? … Lo so che in fondo sono fatti tuoi, ma se sei così triste e spaventato mi viene da pensare che, in fondo in fondo, la vita un po’ ti attrae…”

“Non so da che parte iniziare… non potresti insegnarmi a essere uno scoiattolo per arrampicarmi di nuovo fino al nido?”
“Ah, questa è bella! E tu non potresti insegnarmi a essere un uccellino?… Beeep! Richiesta sbagliata, fanne un’altra!” 

Talento restò nel silenzio per un po’… sentiva che gli toccava scegliere e che poteva farlo solo lui.
Alla fine disse: “Va bene… in fondo cosa ho da perdere? Ok, ho scelto!
Ora fammi vedere chi sono.”

Lo scoiattolo Libero era così visibilmente soddisfatto da quella richiesta, che spalancò i suoi occhi profondi, così grandi da contenere tutta l’immagine riflessa di Talento e anche molto di più.

Finalmente l’uccellino vide. Vide sé, le sue ali, uccelli in volo nel cielo e sentì una cosa nuova: d’istinto percepiva sensazioni, immagini, suoni, movimenti, ciò che era e cosa era lì per fare.

Inspiegabilmente SQUITTÌ… poi aprì le sue ali e…… non si mosse da terra…(?!?)

“Beh??? Non sei uno scoiattolo! Cosa aspetti a partire in volo?”
“Sì lo so… però… e se poi… ma… e se fosse che…“
“Ahhh, che noia… Me ne vado!”
“Te ne vai? E mi lasci qui da solo?!”
“Certo! Il sangue mi fa impressione!!! Se resti qui sei fregato ma se decidi di andartene ora sai di poter volare!”
“E’ vero… ma solo in teoria!”

“Caro piccolo, piccolo uccellino… ti capisco e mi fai tenerezza. Io sono Libero, un vecchio scoiattolo e ho visto negli anni che, a volte, serve un piccolo aiuto per aprire le ali e seguire l’impulso.
Non parlo alla tua mente, che come mente è incapace di farlo, ma alle tue ali: apritevi e fate ciò che già sapete!!!”

Poi Libero non disse altro, ma con la sua folta coda diede un colpo secco a Talento che partì a razzo verso il cielo, poi CINGUETTÒ e d’istinto aprì le sue ali alla VITA!

Morale della favola:
Libero fa la parte dello stronzo, ma Talento impara a volare!

FELICE E’ FACILE… E NON E’ UNA BESTEMMIA!

La proposta non è quella di chiudere gli occhi davanti a un dolore, fisico, emotivo o relazionale che sia, ma il contrario: il mio lavoro e piacere è aiutarti a scoprire come trasformare le difficoltà in opportunità.

COME? Facendo emergere i tuoi talenti e le tue risorse personali.

IN CHE TEMPI? Nell’arco di un seminario: ogni incontro è esperienziale e gli strumenti che adopererai attraverso le sperimentazioni, diventeranno tue competenze.

CON CHE MODALITÀ? Esplorando e sperimentando le meccaniche con cui funzioniamo ed interagiamo con il mondo, che sono biologiche, sensate, osservabili e verificabili.

PER FARNE COSA? L’obiettivo è organizzare competenze specifiche che saranno da te riproducibili e fruibili per vivere con leggerezza e presenza anche i momenti di difficoltà.

“CAMBIARE NON E’ UN LAVORO MA PUO’ ESSERE UN PIACERE”

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