UN CUORE SEMPLICE E’ LA VIA D’USCITA.

di | 11/09/2020

UN CUORE SEMPLICE E’ LA VIA D’USCITA.

E adesso che so, come lo cambio il mondo?

Questa domanda mi è stata fatta dopo la pubblicazione del video “Sei pronto a vivere?- Tracce di esistenza n. 1” .

…Scusa se sorrido ma è la stessa che mi sono fatta anche io.

E’ fisiologicamente necessario però che a questa domanda sia proprio tu e solo tu, a rispondere.
Perché? Nel cercare una risposta, i neuroni si mettono in attività e, in automatico, ti guidano l’azione.

Pensare che la mia azione possa nascere dal pensiero di un altro è come pretendere di dissetarsi quando è l’altro che sta abbeverandosi alla fonte.

Cuore, creatività e competenze siedono in te.

Non ti sentire inadeguato. Ci siamo addestrati nei secoli a percepirci come prede o predatori, abituati a considerarci per quello che ci raccontano che siamo – delle nullità.

Lascia cadere la maschera della paura, guarda chi sei
e alzati in piedi in tutta la tua statura.

Sei un Essere Umano nato Libero, in piena connessione con il tuo spirito.

L’abitudine di aspettarsi dagli altri la risposta risolutiva è frutto di una ipnosi collettiva, di uno schema che non appartiene alla vita… Se usi questo schema, ti poni fuori dalla vita.

Ogni volta che deleghi una scelta e qualcuno accoglie la tua richiesta, la possibilità di un cambiamento è già persa.

Sì perché una società è fatta di persone che partecipano attivamente allo svolgersi della stessa e in base alle scelte fatte, ne srotolano il futuro.

La società demenziale in cui viviamo oggi, è la logica conseguenza di tutto ciò che abbiamo delegato.

Ma la Vita è indomabile
e il cambiamento è un Sì alla vita.

Agire per costruire una nuova società richiede presenza vigile, umana e di cuore di ogni singolo essere vivente che sappia di essere vivo.

Perciò la prima domanda che ho per te è: “tu sei vivo?”

1. Riesci a ribaltare l’ordine di priorità e mettere al primo posto l’armonia anziché la sicurezza?

2. La curiosità invece che la comodità?

3. Puoi sostituire ciò che è accreditato con ciò che è sensato?

4. Puoi osservare in modo lucido quanto sta accadendo e trasformare l’orrore in possibilità?

5. Riesci a far emergere il tuo coraggio e trasmutarlo in determinazione?

L’essere umano che c’è in te, con tutte le sue infinite risorse, lo incontri al di là della tua zona di comfort.

Allontanati dalla tua – apparente – zona di comfort e, da essere libero, domandati cosa è necessario che accada e quale può essere il tuo personale contributo perché sorga una nuova società, e le risposte ti arriveranno come un temporale estivo.

Gli ingredienti per il cambiamento sono:
lucidità nell’analisi, sapere chi sei, sapere cosa vuoi, lasciar cadere ciò che pensi di avere da perdere e muoverti nel coraggio e nella bellezza dell’azione.

Impastali in base alle tue attitudini perché la forma da dare è la tua personale portata.

Analisi.
Ci hanno tradito tutti perché noi per primi abbiamo tradito noi stessi, girando le spalle alla vita.

Chi ha paura che l’aria, il corpo, l’altro, la vicinanza, o un pensiero differente siano pericolosi, sta dicendo un NO alla vita.

E per paura di morire, lentamente si suicida: respirando la sua stessa anidride carbonica piuttosto che l’aria, avvelenando o mutilando il corpo, accettando il distanziamento sociale, aggredendo e punendo chi non è allinenabile.

La responsabilità di quanto sta accadendo non è del Deep State ma della nostra disponibilità negli anni a nutrirlo con le nostre piccole azioni quotidiane.

Sapere chi sei
Io non mi sottometto alla museruola non perché sono speciale, ma perché scelgo la vita.
Rispetto la mia intelligenza e capacità di analisi.
Non mi piace essere presa in giro e ritengo che nessuno abbia il diritto di decidere per me.
Nella mia vita ho attraversato innumerevoli prove che mi hanno fortificata e allenata a risollevarmi ogni volta, asciugarmi le lacrime e ripartire con più esperienza.
Io non ho paura.
Non posso sentirmi bene se il mondo sta male.
Sono grata a chi ho incontrato che, nei modi più bizzarri, mi ha accompagnata ad essere quello che sono.
E sono grata a me, mi piaccio, accolgo i miei limiti e vedo la mia grandezza.
Apprezzo la mia purezza.
Non sono in vendita.

Sapere cosa vuoi, lasciar cadere ciò che pensi di avere da perdere.
Non darsi le risposte annebbia anche la capacità di porsi domande…

Tu sai cosa vuoi dalla tua vita? Stai attento, se stili un elenco, che non sia una lista di tutto ciò che non vuoi più, ma cosa vuoi… In tantissimi non lo sanno più.

Perciò per tanti è difficile abbandonare la zona di comfort… non perché sia confortevole starci, ma perché non sanno “dove andare”. Senza una direzione e una passione che dia il carburante, la prigione finisce col diventare un castello blindato.

E dentro la stanza, la fantasia si scatena…

Molti s’indorano la pillola, come fa chi gira con mascherine firmate, coordinate ai vestiti, strette al bicipite come fossero pirati, o svolazzanti al collo come bandane da moto.

Altri lo tappezzano di giustificazioni.
Obbedisco agli ordini per: il bene della famiglia, mantenere il posto di lavoro, non rinunciare alla carriera. La sopravvivenza diventa primaria rispetto alla vita.

Poi c’è chi sceglie il male minore – ingigantendolo – per non vedere quello peggiore.
Meglio credere ad un pericolo invisibile piuttosto che arrendersi al fatto di non aver più punti di riferimento.

In effetti, pensare che la società alla quale ho delegato la vita
stia crollando sotto il peso delle sue stesse vergognose avidità,
può far cadere nel panico.

Perciò è comprensibile che chi è abituato a delegare, si rintani nel suo quadrato con la pretesa che il resto del mondo faccia lo stesso.
Spegne anche la luce, chiedendo a gran voce controllo e distanze pur di non guardare le contraddizioni, i paradossi e le bugie oramai tutte emerse in superficie.

E tu dove ti posizioni? Fuori o dentro quel quadrato? Per scegliere, per trovare nuove strategie efficaci, occorre un punto di vista fuori dai luoghi comuni, dalle paure e dalle ferite personali.

Ossigenare il cervello e mettendolo al servizio del cuore. Consegnare le redini alla propria anima.

Perciò mi sento molto lucida nel dirti
che sono felice di non poterti dire cosa puoi fare in pratica.

La società in cui siamo vissuti è marcia fin dalle sue fondamenta.

Dobbiamo scrivere una nuova storia: la pagina è bianca.
Dalla scuola, alla sanità, alla relazione umana, all’economia, alle modalità per procurarci il cibo… e quale cibo e a che prezzo, nel disprezzo del mondo.

Piccole azioni quotidiane che fanno la differenza.
Come dicevo nel video, non devi fare tutto tu, ma devi fare il tuo.

Significa che quando vado a fare la spesa non ci vado distratta per poi riempirmi di sacchetti di plastica, e nemmeno di scatole di cartone perché dietro a quelle scatole ci sono alberi abbattuti.

Che la mascherina non la tengo al collo, ma in borsa, e spiego le mie ragioni a chi vuol ascoltare e a chi non vuole ascoltare, lo lascio nel suo quadrato.

Non mando mio figlio in un lager definito “scuola”: tra la mia zona di confort e lui, scelgo lui.

Non mi bevo le “notizie” di giornalisti collusi, ma mi documento e ragiono, vado a ricercare le fonti, soppeso ogni parola, che sia gridata o sussurrata.

Non faccio un lavoro tossico che crea sofferenza ad altri e al mondo. Non nutro più chi si nutre di me.

Affermo la mia volontà nel rispetto di me: non mi rendo cavia disponibile per addestrare persone a “spararmi in fronte” con l’alibi della temperatura.

Se qualcosa non mi piace, mi permetto di girare i tacchi e mi allontano.

Mi prendo la responsabilità di “disobbedire all’ordine” perché non siamo in guerra e il bisogno di sapere e seguire la verità è più forte di qualsiasi autorità.

Che non fosse un virus ad uccidere le persone ma ben altro, è emerso grazie a quei medici che hanno disobbedito al divieto di effettuare autopsie.

E’ l’azione personale, nell’ambito della propria specifica competenza di chi è lì in quel momento e svolge il suo lavoro fino in fondo, a portare verità.

Di questo si tratta.

Di esserci fino in fondo. Il cosa fare e come farlo viene da sé nell’istante, come risposta sensata alla richiesta dell’ambiente e della specifica situazione.

La rete
La particolarità in più che si rende prepotentemente necessaria oggi è che queste scelte personali e quotidiane, siano messe in rete.
Se la nostra società va ricostruita fin dalle basi è bene ricordare che le fondamenta siamo noi, io e te.

La frequenza da cui partire è quella del cuore, la modalità è creativa: usiamo il pensiero laterale per tornare ad essere umani.

E a questo punto un’ultima domanda
Tu cosa fai nella vita? Quali sono le tue risorse, quali le tue priorità? Non importa che lavoro fai ma cosa ti fa vibrare l’anima perché lo fai col cuore. Dove senti una spinta da dentro che si chiama passione, che ti travolge, ti inebria di energia e ti spalanca il respiro?
In che modo potresti essere utile alla collettività?

Stare coi bambini? Aiutarli ad essere e ad esprimere quello che sono permettendo che il maestro diventi alunno e l’alunno il maestro?

Ascoltare i racconti degli anziani e aiutarli a sentire che la vita li ringrazia per averla attraversata nonostante tutto. Che non sono state ombre di passaggio e che non saranno dimenticati.

La tua creatività, può essere finalizzata per portare bellezza in questo mondo?

Senti attrazione per gli animali, non per schedarli o sfruttarli, ma per imparare dalla loro saggezza, dalla loro peculiare organizzazione sociale, e trarre ispirazioni?

Sei felice quando gli altri stanno bene e hai voglia di trovare nuove vie per aiutarli nelle difficoltà, perché possano riconoscere dietro ai sintomi fisici o emotivi l’informazione necessaria per tornare in fiducia della vita e nell’ascolto di sé?

Ti senti chiamato per accompagnare chi sta morendo e chi gli si stringe attorno, senza paura, sciogliendo i sospesi, con amore e fiducia nel passaggio?

Hai inventato qualcosa che può essere utile e che hai voglia di condividere? – riscaldare la casa, produrre energia, organizzare un orto nel rispetto della terra…

Sei custode di antiche tradizioni e culture che hai voglia di condividere con chi ha nostalgia delle proprie radici? – erbe, conoscenze, l’arte di costruire con le proprie mani, dialetti…

Hai voglia di stimolare un nuovo modo di stare insieme, di condividere e di comunicare che sia un ben essere e un buon vivere?

Una società è questo: vibrare insieme nella bellezza, essere vita, coltivare la curiosità e la diversità, aprirsi costantemente a nuove vie e a una delle energie più pure – proprio perché la più dimenticata – che è la gratitudine.

Sentire gratitudine verso la vita, stimola nuovi mondi.

E io sono grata anche a te, che mi stai leggendo in questo momento e alla tua radiosa unicità.

Buone Azioni a Tutti.

2 pensieri su “UN CUORE SEMPLICE E’ LA VIA D’USCITA.

  1. luana

    ciao Si,
    ank’io mi sento un essere nato libero. Non ci sto a sottomettermi a certi condizionamenti, piuttosto rinuncio ad una pizza o ad una visita a una mostra. So ke faccio il loro gioco ke vogliono renderci schiavi , ma a me non va più di cedere ai loro compromessi. Non immaginavo ke questi ultimi mesi avrei sconvolto la mia vita. Giorno dopo giorno. Non seguo più i telegiornali, pieni di menzogne. In compenso ho imparato a sentire certi youtube, con idee simili alle mie. Non mi va di farmi misurare la febbre e, se non è strettamente indispensabile, rinuncio. So ke faccio parte dei “negazionisti” o dei “terrapiattisti”. Fa niente!!
    I’am 3%. Ciao. TVB

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