Ti racconto la storia DI BENE IN MEGLIO

di | 31/01/2022

Ti racconto la storia DI BENE IN MEGLIO

Un essere umano, un po’ provato e confuso dai tempi, un giorno si chiese:
…E se tutto finisse domani e tornassimo alla “normalità”, come mi sentirei?
Si prese il tempo per ascoltarsi perché sapeva che la stanchezza e il peso degli anni vissuti, l’avrebbero portato d’impulso ad un sospiro di sollievo…
Comprensibile– si disse- ma questa domanda richiede ben più di quell’istante dove l’amigdala prende il sopravvento e conduce in labirinti mentali senza uscita. Qui serve invece una profonda e lucida riflessione.

Confessandolo, potè riconoscere la sua anima antica. Si sedettero entrambi sulla cima del colle per osservare il quadro completo.

Dalla risposta potrebbe dipendere il tuo futuro e anche quello del mondo– echeggiò il vento.
E l’essere umano lo prese estremamente sul serio, porgendo tutti i suoi sensi al mondo.

Fu estremamente doloroso per lui vedere ancora e ancora ciò che tormentava il suo cuore da tempo immemore…

Ascoltò la voce incerta di bimbi affermare che non avevano ricordi di come fosse la vita prima che gli uomini si ponessero maschere sulle facce.
Traboccarono lacrime dai suoi occhi sentendo una bambina un po’ più grande affermare che sì, lei ricordava e che era molto bella perché poteva ancora giocare, abbracciare e baciare.
Vide bambini e adolescenti cadere improvvisamente a terra per non alzarsi mai più.
Vide vite strappate.

Voltò lo sguardo ferito altrove e ancora altrove, ma ovunque lo poggiasse incontrava adulti che cedevano il rispetto per se stessi rinunciando alla propria intelligenza. Li vedeva piegare la testa ed offrire il naso, tutti i giorni, per non perdere il lavoro.
Vide vite stuprate.

Nessuno nasce solo e nessuno dovrebbe morire solo, pensò. Eppure osservava vecchi andare così e i loro figli distruggersi per non averli potuti accompagnare.

Vide menti impazzire. Occhi perdere la loro luce. Voci insultare ed aggredire i propri simili…
Vide esseri umani dimenticare di essere umani.

Nella disperazione spinse lo sguardo più lontano, oltre l’orizzonte di quel tempo recente e riconfermò che l’unica differenza era che, ora, tutto era diventato visibile.
Vide la resa dei conti…

L’anima trovò la parola e disse Bene, ora dai un’occhiata alla tregua.

L’essere umano guardò e vide che, per gentile concessione, veniva riaperto il campo giochi: tutti entravano nel recinto sotto il controllo della vecchia “normalità”, dove la vita poteva continuare ad essere munta.

L’anima chiese: ma tu davvero vorresti tornare alla tua vecchia vita?
Quella fatta di nulla, di nessun tempo per te e tanto meno per amici o famiglia?

Una vita scivolata via arrangiandoti per sopravvivere, facendo lavori inutili o addirittura dannosi.
Con l’ansia di non riuscire ad arrivare a fine mese, con il ricatto di un mutuo per dei soldi prestati non dalla banca ma da un’altro Cristo che, prima di te, ha fatto lo stesso errore.

…Hai dato fiducia ad istituzioni ed enti togliendola agli esseri umani con i quali invece ti è possibile creare vita, economia di scambio, sostegno, bellezza ed evoluzione.
E’ questa la ragione della tua venuta al mondo?

Ma prima che l’essere umano esplodesse nella disperazione aggiunse:
Ti sei addestrato, in questa dimensione, alla dualità. La vita non è una partita a scacchi tra i neri ed i bianchi… guarda oltre la scacchiera.

L’essere umano, spinto dalla disperazione, spinse oltre anche lo sguardo e varcò l’ultimo velo, quello che nasconde le POSSIBILITA’.


E vide quello che, focalizzato sulla non scelta, non poteva avvertire.

Uomini donne e bambini di tutte le età, che avevano scelto di rischiare… di vivere. Qualcuno un po’ goffo, qualcuno un po’ incerto ma tutti tentando di fare del proprio meglio per essere vivi e liberi, per essere se stessi.
Nessuno pretendeva più che qualcuno lo salvasse ma erano tutti pronti a tendere la mano per aiutare chi ne avesse bisogno.
O anche solo per il piacere di sentirsi insieme.

Nessuno chiedeva più soluzioni ma tutti si impegnavano a scoprire nuovi modi.

L’aria era fine, in parte perché la natura aveva ripreso vigore e in parte perché ossigenata dai loro sorrisi.

L’essere umano pronunciò queste parole: Si può fare e va fatto ora!
Dopodiché s’incamminò, al passo della sua anima, per discendere il colle verso il territorio che aveva riconosciuto come essere casa.

Non basta nascere per essere vivi.
Occorre scegliere di esserlo e ricordarselo ad ogni passo.
L’illusione paradossale che prima o poi le cose torneranno ad essere tollerabili, oggi regge meno che mai.
L’idea di tornare alla nostra fottuta “normalità” – siamo abituati ad accontentarci di niente e a pagare quel niente con la nostra stessa vita- mi fa venire i brividi.
La vita non è mercanzia e non può essere né comprata né ricattata né manipolata né stuprata…
Però può essere uccisa…Per questo la stanno spegnendo.

Qualsiasi lusinga ci venga proposta, da chi tra l’altro ci vessa da sempre, è una trappola che oramai dovremmo poter riconoscere. Sono trattati di “pace” imposti dai vincitori ai vinti senza possibilità di negoziazione.

E se dovessero allentare le vessazioni, cosa ne dici se dessimo un definitivo e non contrattabile colpo di coda, spazzando qualsiasi ricatto e legame con questa vecchia, arrogante e futile vecchia società?

Tradotto significa: che finalmente sono io a dire No, grazie! a chiunque ci abbia vessato e trattenuto nel vecchio paradigma: dal posto di lavoro al ristorante.
Abbandonare la nave al suo destino, per non perdere altro tempo.

Come dici? Siamo solo il 30%?
Siamo tantissimi allora! Se possiamo riconoscerci nella nostra dimensione quantica, dove i numeri non si sommano ma si moltiplicano, siamo la maggioranza.

Le acque si sono rotte, ora tocca uscirne.
Il giorno della memoria è oggi e memoria è per sempre.

Facciamo come l’essere umano?
Saliamo in cima al colle
e osserviamo fino all’ultimo velo.


Le idee si chiariscono, l’aria è fine
e si viaggia in compagnia della propria anima.

2 pensieri su “Ti racconto la storia DI BENE IN MEGLIO

  1. Ignazia

    bellissimo Simona grazie di cuore. Hai espresso in parole meravigliose quello che sento. Più la nostra consapevolezza / coscienza di alza, più saremo in grado di mettere in atto il nostro libero arbitrio e optare finalmente per la vita, per la comunione, per l’amore e per la nostra dignità di esseri umani. Oggi è il momento del risveglio globale

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  2. Piero

    “… quando il potente col minor s’adira reprime ei si per un po’ la vampa finché prorompe alla vendetta … or dimmi se salvo mi farai …” disse Calcante ad Achille diffidando per Agamennone.
    Sono con te Simona, questi due anni dovrebbero averci insegnato che qualsiasi lusinga futura non può che nascondere una trappola … e che da oggi dovremmo rinforzare l’impegno per salvare la vita che ci è stata concessa (da esseri liberi).

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